UNA VERA SCUOLA PER I FUTURI PILOTI DI VETTURE DA TURISMO

UNA VERA SCUOLA PER I FUTURI PILOTI DI VETTURE DA TURISMO

Vivere in prima persona un fine settimana di gara nel Scirocco R-CUP alla guida di un’auto da corsa a gas naturale. L’abbiamo fatto. Ecco com’è andata.

Articolo di Benjiamin Albertalli

Come spesso accade, il venerdì pomeriggio una pioggia insistente continuava ad abbattersi sul Nürburgring, e nonostante il periodo estivo la colonnina di mercurio non osava mai salire sopra i 15 gradi. Senza assolutamente nessuna conoscenza dell’automobile mi dirigo verso l’ingresso della pista per tre quarti d’ora di prove libere. Sarà l’inizio di un fine settimana altamente adrenalinico e assai istruttivo vissuto dal posto di guida nel Scirocco R-CUP.
Come sia andata dal punto di vista agonistico, tra prove, qualifiche e gara, lo potete leggere nell’articolo curato dai colleghi della redazione sportiva che trovate cliccando: qui. (…)
Quest’ultimo aspetto, per me che ero per la prima volta alla guida di quest’automobile, è stato fondamentale dopo le qualifiche per poter migliorare le mie percorrenze sul giro. Si possono analizzare fin nei minimi dettagli tutti i parametri possibili ed immaginabili tra cui la pressione sui singoli pedali, l’angolo di sterzo, l’accelerazione laterale, con in più i punti di frenata e le traiettorie rilevate tramite GPS. Il proprio giro viene poi messo a confronto con quello del concorrente più veloce, capendo dove si va più forte di lui e dove, invece, si può ancora migliorare qualcosa. Le automobili dal canto loro sono tutte uguali e con margini di manovra praticamente nulli nella messa a punto, se non la rigidità degli stabilizzatori e nella pressione degli pneumatici. Le vetture impiegate nel monomarca sono tra l’altro tecnicamente molto vicine alle vetture di serie, le Scirocco R. La grande differenza sta nell’alimentazione, che anziché essere a benzina è a gas naturale. Tra il sedile e la gabbia di protezione è infatti ubicato un serbatoio in cui sono contenuti 22 chili di metano, vale a dire circa 35 litri di benzina. Da guidare, però, non cambia poco o nulla rispetto ad un motore a benzina, con l’unica differenza che il 2 litri TSI eroga “solo” 235 cavalli. Questi durante la gara possono però diventare temporaneamente 285 utilizzando la funzione “push-to-pass”: un bottone rosso sul volante che se premuto offre 50 cavalli extra per 10 secondi, disponibile un limitato numero di volte durante la gara per lasciare al pilota un margine strategico sui sorpassi da effettuare. Il cambio, sempre per sottolineare la vicinanza con il modello di serie, è anch’esso un DSG privo di modifiche. A livello dinamico l’auto da corsa è tuttavia molto più nervosa da guidare, specialmente per il retrotreno molto leggero che se non gestito con particolare attenzione tende spesso a volar sovrasterzare più di quanto desiderato. Pur essendo davvero molto facile entrare in confidenza – non è molto diversa da un’auto stradale ben piantata a terra e con gomme slick – talvolta rischia di diventare assai velenosa se interpretata con troppa leggerezza. (…)

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