UN PO’ DI SANO REALISMO NON GUASTEREBBE

UN PO’ DI SANO REALISMO NON GUASTEREBBE

Cari clienti, potenziali e interessati,

nelle Nazioni a noi vicine si parla molto di energie e non si dimentica di citare il gas naturale come ottimale soluzione di transizione o come performante compendio alle rinnovabili. In Svizzera e in Ticino questo non avviene. Piuttosto curioso! Ma perché? Secondo il mio parere, per mancanza di un sano realismo, che invece sarebbe opportuno. Mi spiego. Tutti sanno che in Svizzera, dovesse confermarsi la chiusura delle centrali nucleari, ci sarebbe un manco progressivo di energia, fino a meno 40%, che si dovrà in qualche modo coprire. Come? La soluzione migliore sarebbe evidentemente le energie rinnovabili. Solo che, oggi come oggi, coprono appena l’ 1%  del fabbisogno in Svizzera. Potranno crescere, è un auspicio, ma difficilmente in misura sufficiente per soddisfare il fabbisogno reale del Paese. C’è l’idroelettrico, che nemmeno potrà bastare, tanto è vero che si vorranno vietare i riscaldamenti elettrici, totalmente, dal 2020. Si sa bene che gli investimenti energetici si proiettano sul lungo termine. Non possono essere attivati o disconnessi a piacimento. La posa dell’infrastruttura, come quella del gas naturale ad esempio, è molto costosa, anche se compensata da una successiva lunga durata negli anni. Ho letto recentemente (e condivido) che per vincere la sfida energetica occorrono 2 virtù che è spesso difficile trovare assieme: l’UMILTA’ di essere consapevoli che non sappiamo come cambierà il mondo, lasciando quindi spazio per la flessibilità e l’adattamento al nuovo. Poi la COMPETENZA (aspetto tecnologico, provenienza delle energie, costo reale e non dopato da sussidi, distribuzione, garanzie di continuità nella quantità necessaria, ecc.) Ascoltando alcuni dibattiti televisivi e radiofonici, si ha l’impressione di una saccenza estesa, senza averne pieno titolo. Come detto, la mancanza quasi sistematica di riflessioni sul possibile apporto del gas naturale nella complessa foresta energetica mi fa pensare, ma forse sbaglio, che almeno parzialmente vi sia carenza più o meno marcata delle virtù sopra menzionate. Il non parlare regolarmente del gas naturale rende un cattivo servizio alla collettività. Piaccia o no, il gas naturale avrà un ruolo importante nel futuro del Ticino, esattamente come sta accadendo oltre Gottardo e in Europa. Il gas naturale per la sua desiderabilità ambientale (produce emissioni di gas serra relativamente basse), per la sua versatilità funzionale (può essere impiegato per usi domestici come industriali, per la generazione elettrica come nella mobilità) e per la sua flessibilità d’utilizzo è destinato a diventare un combustibile sempre più centrale nella vita quotidiana e globale.  Per questo motivo sarebbe utile per tutti ed eticamente corretto parlarne con sincerità e correttezza, anche da parte degli specialisti, dirigenti aziendali, conduttori televisivi e personalità politiche. Metanord è per un approccio laico al vasto campo energetico, svolgendo un proprio ruolo, ma scevro da innamoramenti e profezie spesso sconfessate. C’è particolare bisogno di un’informazione corretta, senza fanatismi, ma coerente con i reali bisogni della popolazione, soprattutto in prospettiva futura di liberalizzazioni del mercato e cambiamenti importanti.

A tutti un saluto di simpatia.

Il Direttore
Edo Bobbià