GLI SVIZZERI SCOPRONO IL GAS NATURALE E IL BIOGAS

GLI SVIZZERI SCOPRONO IL GAS NATURALE E IL BIOGAS

La vendita di gas naturale e biogas è cresciuta l’anno scorso in Svizzera del 5,4% ed ha raggiunto il livello record di 39,96 miliardi di chilowattora (kWh)

ZURIGO – La vendita di gas naturale e biogas è cresciuta l’anno scorso in Svizzera del 5,4% ed ha raggiunto il livello record di 39,96 miliardi di chilowattora (kWh). L’incremento è riconducibile alle temperature relativamente basse e ai nuovi clienti.

Attualmente più dei due terzi della popolazione svizzera vive in comuni allacciati alla rete del gas naturale, scrive oggi in una nota l’Associazione svizzera dell’industria del gas (ASIG).

Le vendite di gas realizzate l’anno scorso hanno superato di quasi il 3% il precedente record che risale al 2010. A titolo di paragone, per fornire la stessa quantità di energia con olio combustibile sarebbero stati necessari circa 170’000 viaggi di autocisterne che avrebbero aggravato l’impatto ambientale con circa 2,9 milioni di tonnelate di CO2.

Il biogas prodotto da residui e rifiuti è sempre più apprezzato: il consumo è cresciuto nel 2013 del 12% ed ha raggiunto i 97 milioni di kWh. La metà circa, ossia 49 milioni di kWh, sono stati utilizzati come carburante. Altri 48 milioni di kWh di biogas prodotto negli impianti svizzeri e 81,5 milioni di kWh di biogas certificato provenienti dall’estero sono stati impiegati per scopi di riscaldamento.

L’anno scorso il numero di veicoli a gas naturale è salito a 11’287, contro 11’099 nel 2012. In Svizzera erano in funzione 140 distributori che hanno venduto un volume di gas naturale e biogas che corrisponde a 22 milioni di litri di benzina.

I due terzi circa del gas naturale importato provengono dai paesi dell’UE e dalla Norvegia. Quasi un quarto proviene da aree di estrazione in Russia, ricorda ancora ASIG.

La Svizzera acquista circa la metà del suo gas naturale in base a contratti di importazione a lunga scadenza con grandi fornitori in Germania, nei Paesi Bassi, in Francia e in Italia. La parte restante è importata sulla base di contratti a breve e brevissima scadenza.

Articolo Ticinonline