ENERGIA E GEOPOLITICA

ENERGIA E GEOPOLITICA

E’ da poco uscito con questo titolo (ISPI 2014) un nuovo, interessante libro di Matteo Verda, ricercatore milanese già ospite più volte di Metanord, che si occupa di politica energetica e di mercati internazionali.
Una ricerca, quella di Verda, come sempre molto accurata ma che lascia aperti tanti interrogativi che invece richiederebbero delle risposte. E’ ben vero che la seconda parte del 2014 è stata segnata dal crollo del prezzo del petrolio di oltre il 40%, costringendo molti analisti a rivedere i propri scenari cercando spiegazioni di un fenomeno largamente imprevisto.
La risposta alla domanda fondamentale a sapere se il prezzo del petrolio scenderà ulteriormente oppure risalirà fra pochi mesi non è indicata nemmeno quale previsione. La scelta dell’Arabia saudita di non intervenire, diversamente dal passato, per frenare la caduta del greggio apre nuovi interrogativi. Si dice che sarà l’emergere delle economie asiatiche a segnare le dinamiche future. La cina è già oggi il più grande consumatore al  mondo di energia, con influenze sempre maggiori del Governo di Pechino a giocare un ruolo centrale nelle dinamiche dei mercati globali. Verda sostiene che la questione del trasporto, ad esempio, è destinata ad essere centrale non solo nel mercato petrolifero, ma soprattutto in quello del gas metano. Il gas naturale liquefatto è una miscela non dissimile dal gas metano trasportato via tubo. Ha però il vantaggio, grazie ad un processo di raffreddamento a -162°, di avere un volume ridotto di ben 600 volte, consentendo di immagazzinarlo in serbatoi coibentati o di caricarlo su speciali metaniere per il trasporto via mare. A determinare la ricerca verso il vettore gas è stata certamente la crescita dei consumi mondiali, prossima al 70% negli ultimi 20 anni (sostituto del carbone).
E qui entra in scena un’altra novità. La forte offerta di gas naturale a livello globale, ha fatto nascere le cosiddette “transazioni spot” che minacciano seriamente i tradizionali contratti a lungo termine, sin qui conosciuti. Grazie alla possibilità di contrattazioni a corto termine “spot” e a “tranches” potrebbero esserci vantaggi notevoli per l’acquirente. Un mercato molto aperto, quello del gas naturale, che sarà influenzato anche dalla rivoluzione tecnologica del “gas da argille” che abbasserà significativamente il costo di estrazione (fracking).
Per concludere, il libro di Matteo Verda dice tre cose che interessano anche il Ticino;
- che il 2015 sarà un anno difficile e di forte concorrenza  per tutti i produttori;
- che il budget statale russo (17% delle riserve mondiali di gas naturale) è fortemente sostenuto dai ricavi delle vendite di gas naturale all’Occidente, cui ben difficilmente potrebbe rinunciare (per noi sicurezza di approvvigionamento);
- che il basso costo del petrolio, che presto sarà seguito da quello del gas, di certo non incentiva la volontà del singolo cittadino, se non probabilmente motivato, all’auspicato ricorso alle energie rinnovabili.
Queste ultime, come è stato in passato il caso per il carbone e per il gas naturale, non stanno decollando più in fretta di quanto hanno fatto i combustibili del passato. Le società moderne hanno bisogno di forniture energetiche affidabili e ininterrotte in grado di far fronte all’aumento della domanda nelle ore notturne (quando non c’è sole) e quando non c’è vento. Per questo motivo il gas naturale come vettore energetico diretto o combinato con le rinnovabili, sarà molto verosimilmente la risposta giusta per far fronte ai picchi della domanda e per rispondere in modo confacente anche alle giuste attenzioni ambientali.
Vedremmo fra poco quali saranno le decisioni politiche federali e cantonali in fusione di un ottimale abbinamento fra economia ed ecologia.

Edo Bobbià
Direttore Metanord SA