Competitività aziendale 2.0 – Il risparmio energetico

Competitività aziendale 2.0 – Il risparmio energetico

Il settore industriale svizzero (settore secondario) è in difficoltà, a causa del franco forte e di una regolamentazione sempre più forte e restrittiva. A questo si aggiunge il fatto che le prescrizioni in materia energetica, molto più severe rispetto a quelle di altri paesi, aumentano in maniera importante i costi di produzione. Tutto ciò obbliga numerose aziende a trasferire parte dei propri centri d’interesse all’estero, oppure a far fronte alla crisi riducendo sensibilmente i posti di lavoro.

Come è possibile, oggi, combattere questa mancanza di concorrenzialità con il mercato d’importazione?

Le industrie svizzere occupano tuttora oltre un milione di persone e restano il motore insostituibile di una società prospera e lungimirante, che per mantenere la propria fetta di mercato hanno solo tre possibilità; capacità di innovazione, prodotti di qualità, e riduzione dei costi aziendali.

Innovazione e qualità sono due caratteristiche primordiali della Confederazione elvetica e di riflesso delle aziende che in essa operano. Occorre perciò solo continuare sulla strada tracciata.

La riduzione dei costi aziendali è invece un concetto nuovo per molte industrie svizzere, perché il benessere nel quale viviamo ha a lungo nascosto tale problematica. In altri paesi, Stati Uniti in primis, è un argomento all’ordine del giorno da tanto tempo e i risultati ormai si vedono da anni.

Quali sono, allora, i passi più importanti che un’azienda può intraprendere per ridurre i propri costi?

Nel settore industriale, come detto, un grande parte dei costi di produzione è dovuta ai costi energetici, che tendenzialmente non fanno che crescere da anni. “Gazette”, la rivista prodotta semestralmente dall’Associazione Svizzera del Gas, riporta tre esempi di imprese svizzere che, per mantenersi all’avanguardia nei propri settori di competenza, hanno avviato dei programmi di riduzione dei consumi energetici, ottenendo fin da subito dei notevoli risparmi. Questi programmi sono spesso sostenuti con finanziamenti a livello federale e cantonale e garantiscono alle aziende quella competitività necessaria ad affrontare periodi complicati come quello che stiamo vivendo. Galvaswiss, società del Canton Turgovia specializzata nella galvanizzazione, processo che permette di proteggere materiali come l’acciaio dalla corrosione, con il solo passaggio dal gas butano al gas propano è riuscita a ridurre le emissioni di CO2 del 15% ottenendo con effetto immediato l’esenzione dal pagamento dell’omonima tassa. La Buehler Druck AG, con sede a Schwerzenbach (ZH), attiva nella filiera tipografica, sostituendo il gasolio con il gas naturale e recuperando il calore residuo delle macchine è stata in grado di ridurre il consumo di energia del 70% e le emissioni di CO2 addirittura del 90% con evidenti vantaggi economici. Infine, la Rigips SA, basata nel Canton Argovia, che produce tra le altre cose anche carrelli di piastre massicce per ordinare meccanicamente magazzini e capannoni industriali, collegandosi alla rete del gas naturale ha ridotto il consumo di energia del 21% e le emissioni di CO2 del 28%, ottenendo anch’essa l’esenzione dal pagamento della tassa. Inoltre, ha approfittato dell’allacciamento per allestire una piccola stazione di rifornimento all’interno dei propri stabilimenti ed ha acquistato dei carrelli elevatori a gas naturale, migliorando ancor più il bilancio ecologico ed economico aziendale.

Anche in Ticino numerose aziende hanno intrapreso programmi di questo genere e società come la Metanord SA sono a completa disposizione per una consulenza tecnica, mirata ad ottenere sensibili risparmi atti ad incrementare la concorrenzialità del nostro settore industriale. Per di più, con il nuovo anno verranno lanciati sul mercato ticinese impianti a gas naturale di nuova concezione per migliorare ulteriormente i rendimenti energetici.

Mattia Janett

Responsabile Marketing

03.02.2016